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Con la diffusione delle nuove tecnologie e degli smartphone, ormai chiunque conosce e utilizza Facebook Messenger, l’applicazione di messaggistica gratuita più diffusa al mondo.

Come noto, questo strumento permette agli utenti di inviare e ricevere chat e messaggi vocali in modo incredibilmente intuitivo ed immediato.

In caso di problemi con persone che utilizzano Facebook Messenger per fare stalking com’è possibile usare i messaggi di questa persona in sede processuale dandogli un valore probatorio?

 

IL CASO

Due ex-fidanzati si scambiano messaggi via Facebook Messenger.

La donna denuncia l’ex-fidanzato per atti persecutori (c.d. stalking) (art.612 bis del Codice Penale) e il primo problema che deve affrontare è come dare un valore probatorio ai messaggi di Facebook Messenger del suo ex, in modo che possano essere portati in Tribunale.

L’acquisizione dei messaggi di Facebook Messenger, ai fini probatori, dovrebbe essere fatta da un consulente tecnico specializzato in informatica forense con software dedicati – tale operazione consiste nell’eseguire l’acquisizione forense dello smartphone e deve godere del principio di completezza (quindi deve contenere tutti i dati non solo la conversazione di interesse processuale),  deve essere quindi seguita dall’analisi del dispositivo (per documentare come i dati siano attendibili e per rilevare tutti i dati utili) e da una relazione tecnica nella quale vengono illustrate le metodologie utilizzate ed isolati solamente i dati di interesse processuale, agevolando il lavoro di giudici e avvocati.

Questa attività, tuttavia, ha dei costi elevati, mediamente si parte dai 1500 euro in su.

 

LA SOLUZIONE

Una valida alternativa all’acquisizione forense dello smartphone è l’utilizzo di una App che permette l’acquisizione dello schermo dello smartphone con modalità forensi, tali cioè da poter portare come prova valida lo screenshot in tribunale.

L’App in questione si chiama FAS ed è scaricabile da Google Play.

FAS nasce per essere utilizzato anche dall’utente meno esperto per raccogliere in autonomia le prove digitali dal proprio smartphone, in ogni momento della giornata. Non è necessario essere esperti informatici per acquisire la prova; basta installare l’App FAS, avviarla e cominciare a scattare foto allo schermo del proprio telefono; al resto pensa tutto FAS.

Gli screenshot saranno cristallizzati ed inviati all’infrastruttura Server di FAS con tutti i contenuti necessari a certificare l’acquisizione. Con un semplice “tap” tutta la procedura di acquisizione viene monitorata, cristallizzata, salvata ed autenticata.

La prova acquisita mediante l’App FAS è tecnicamente genuina ed attendibile. Il valore della prova digitale si basa sulle modalità con cui viene acquisita: affinché un dato digitale divenga prova è necessario garantire certezza e conformità tra l’acquisizione forense realizzata e il dato presente sullo smartphone.

La prova acquisita dall’App FAS, insieme all’infrastruttura Server utilizzata, e ad avanzate implementazioni di sicurezza è assente dalla possibilità di contraffazione degli elementi acquisiti. La prova, dunque, è genuina ed attendibile ed immediatamente presentabile in sede processuale o extra-giudiziale.

 

GUIDA ALL’UTILIZZO DI FAS

  1.  Scaricare da Google Play l’app FAS con ricerca manuale alfabetica ed installare FAS (Icona gialla FAS)
  2. La prima operazione da eseguire è inserire le credenziali dell’utente ( per utenti già registrati). Nella schermata principale cliccare sul pulsante SETTINGS, verrà mostrata la finestra Settings.
  3. Per i nuovi utenti occorre effettuare la registrazione cliccando sul pulsante NEW ACCOUNT, verrà aperto il sito web di FAS e procedere con l’inserimento dei dati identificativi. Con la nuova registrazione in automatico sono disponibili immediatamente 5 acquisizioni gratuite.
  4. Successivamente all’avvenuta registrazione, rientrare nell’App e sempre nella finestra Settings inserire le credenziali d’accesso (indirizzo mail e password), quindi cliccare su SAVE AND EXIT e quindi si inizia l’acquisizione.
  5. Nella finestra principale dell’App si consiglia di indicare un Case ID al fine di poter ricercare con più facilità le acquisizioni eseguite. Come Case ID si può usare qualunque carattere alfanumerico fino ad una lunghezza massima di 16 caratteri (ad esempio si può indicare il numero di procedimento RGNR oppure il proprio numero della pratica sequenziale).
  6. Per iniziare l’acquisizione dello screenshot premere il pulsante START CAPTURE (consentire eventuali accessi richiesti dal dispositivo in utilizzo).
  7. Quando l’App FAS è in modalità acquisizione appare il pulsante di scatto che può essere spostato sullo schermo nella posizione preferita in modo da non coprire la schermata da acquisire (ad esempio su una parte in bianco dello schermo o sulla parte del foglio, il pulsante di scatto rimane anch’esso impresso nella foto dello screenshot).
  8. Per salvare lo screenshot toccare il pulsante di scatto, lo stesso diventa giallo e inizia l’acquisizione, durante le fasi di acquisizione viene riaperta la finestra principale dell’App FAS e nella parte inferiore appaiono messaggi che indicano le operazioni in corso. L’acquisizione termina quando compare il messaggio ACQUISITION COMPLETED SUCCESFULLY.
  9. La verifica dell’acquisizione in locale si esegue aprendo la cartella in cui sono stati salvati i file cliccando sul pulsante OPEN FOLDER ACQUISITION.
  10. La verifica dell’acquisizione su Server FAS (necessaria per uso legale) si esegue cliccando sul pulsante GO TO ACQUISITION SERVER ed inserendo le credenziali di accesso.
  11. Per continuare con l’acquisizione successiva si riprenda dal punto 6.

 

IL VALORE PROBATORIO DELLO SCREENSHOT

Nel linguaggio informatico lo screenshot è un processo che consente di salvare sotto forma di immagini ciò che viene visualizzato sullo schermo di un computer o di un telefonino. Ed è proprio sul valore probatorio dello screenshot che si è recentemente espressa la Cassazione, con la sentenza n. 8736/2018, la quale ha ritenuto lo screenshot un documento informatico valido come prova documentale.

Lo screenshot acquisito dal proprio smartphone e archiviato nel server di FAS ha una valenza probatoria rilevante ai fini processuali, dato che l’acquisizione effettuata non può essere alterata o modificata in alcun modo.

Un semplice screenshot eseguito con altre applicazioni, non è considerato attendibile perché facilmente alterabile. FAS certifica gli screenshot archiviando gli stessi nel server e collegandolo con un file XML contenente una serie di dati del dispositivo da cui l’acquisizione è stata effettuata.

La procedura di acquisizione degli screenshot con FAS è molto semplice e veloce e permette un evidente risparmio di tempo e di costi, contrariamente alle normali acquisizioni effettuate da consulenti tecnici specializzati che necessitano di tempi medio lunghi e richiedono esborsi economici molto elevati.

Sul server FAS è possibile validare le acquisizioni accedendo dall’indirizzo www.fasproject.app/en/acquisitions e verificare date, orari, hash e informazione sul dispositivo da cui è stato eseguito lo screenshot.

Le acquisizioni rimangono salvate su server FAS per tre anni dalla data di acquisizione. Qualora si necessitasse di un’archiviazione più lunga nel tempo, (ad esempio per il decorso di un procedimento giudiziale) è possibile acquistare un’estensione della durata di conservazione dell’acquisizione sul server.

 

SITO UFFICALE DI FAS

Sul sito web ufficiale di FAS www.fasproject.app potete trovare ulteriori informazioni e approfondimenti.